I macerati glicerinati

18 dicembre 2013
 

I macerati glicerinati

I Macerati Glicerinati sono soluzioni ottenute per macerazione delle parti di piante fresche in acqua - alcool etilico - glicerina.

Si inizia l’operazione ponendo a macero per 21 giorni i tessuti con rapporto droga - solvente 1 : 20 (una parte di droga e 20 di solvente), tenendo conto dell’acqua contenuta nella pianta, quindi riferendosi alla pianta essiccata.

Il solvente è composto da glicerina + alcool.

A macerazione conclusa si filtra e si aggiunge diluente sino a raggiungere la prima decimale 1 DH, fatta eccezione per il vischio che si diluisce alla prima centesimale 1 CH.

Il diluente può essere composto da: 50 parti di glicerina - 30 parti di alcool etilico - 20 parti di acqua.

Nella maggioranza dei casi la gradazione finale è di 18° (altre volte 40°) con una densità di 1,1.

Conservazione: in flaconi ben chiusi, al buio e in ambiente fresco.

Posologia: in media 20 - 40 gocce tre volte al giorno; i macerati glicerinati non si devono mescolare tra di loro.

Alcune indicazioni dei Macerati glicerinati

Betula pubescens Artrosi, decalcificazione, tracheiti, sinusiti croniche, malattie respiratorie recidivanti Aesculus domestica Circolazione venosa, disturbi menopausa Aesculus hippocastanum Affezioni venose Castanea vesca Circolazione venosa e linfatica Cornus sanguinea Anticoagulante Corylus avellana Antisclerosi, apparato respiratorio, fegato Crataegus oxyacantha Insufficienza cardiaca, tachicardia, ansia Citrus limonum Artriti, arteriosclerosi Ficus carica Ulcera gastroduodenale, gastrite Fraxinus excelsior Gotta cronica e acuta Juniperus communis Insufficienza epatica acuta Juglans regia Ulcere varicose, angine Olea europea Ipertensione, ipercolesterolemia Pinus montana Artrosi, reumatismo cronico Populus nigra Artriti arti inferiori Ribes nigrum Allergie, artrosi, stimolante corticosurrenale. Epatite virale, asma, rinite allergica. Effetti simili ai cortisonici.

Classificazione delle piante in relazione al terreno       

Il Dottor Pol Henry ha effettuato la seguente classificazione delle piante utilizzate in Fitoterapia, privilegiando l’adattabilità al terreno come caratteristica base ai fini dell’indicazione terapeutica:

Piante che crescono bene sia in associazione che isolate:

Castanea dentata

Castagno americano

Quercus peduncolata

Farnia

Fagus sylvatica

Faggio comune

Abies pectinea

Abete bianco

Piante che crescono preferibilmente isolate (terapie specifiche):

Juglans regia

Noce comune

Ulmus campestris

Olmo comune

Piante particolarmente esigenti e selettive rispetto al terreno (terapie specifiche):

Fraxinus excelsior

Frassino

Ulmus campestris

Olmo comune

Acer campestris

Acero campestre

Tilia tormentosa

Tiglio argentato

Fagus sylvatica

Faggio comune

Abies pectinea

Abete bianco

Quercus peduncolata

Farnia

Viburnum opulus

Pallone di maggio

Castanea sativa

Castagno comune

Piante poco esigenti rispetto al suolo; tendenzialmente colonizzatrici e protettive (terapie generali):

Betula verrucosa

Betulla

Alnus glutinosa

Ontano nero

Carpinus betulus

Carpino comune

Crataegus oxycantha

Biancospino

Corylus avellana

Nocciolo

Piante sociali che migliorano il terreno o stimolano la crescita di altre (terapie generali):

Corylus avellana

Nocciolo comune

Carpinus betulus

Carpino comune

Alnus glutinosa

Ontano nero

Piante che drenano i terreni alluvionali (utilizzate particolarmente per il drenaggio di edemi e di tessuti infiammati):

Alnus glutinosa

Ontano nero

Betula pubescens

Betulla pubescente

Populus nigra

Pioppo nero

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